domenica 31 gennaio 2010
Una questione di matematica
Posted by Chiara under uomini e donne | Tag: aspetto, humour, intelligenza, soldi |Leave a Comment
sabato 16 gennaio 2010
Un amore dell’altro mondo*
Posted by Simona under misteri, paure, scoperte scientifiche, sentimenti, società, uomini e donne | Tag: alieni, amore, astronomia, drake, formula, peter backus |1 Comment
Ci sono almeno due cose che, secondo me, accomunano i single alla ricerca del grande Amore. La prima è incappare in relazioni usa e getta. La seconda è rifugiarsi nell’irrazionale per trovare qualche tipo di giustificazione ad un destino che riteniamo inspiegabile.
Nel primo caso, per la legge dei grandi numeri, si sa che più si cerca, più sono alte le probabilità di incappare in relazioni destinate a fallire (per la stessa legge, sarebbe molto più facile trovare casa a Pechino). Nel secondo caso ci si mette a spulciare oroscopi, si fanno test di affinità in base al nome o in base alla data di nascita, ci si affida a formule matematiche confidando nel potere di qualcosa di cui abbiamo un timore reverenziale, un po’ come facevano i greci con gli oracoli.
Suppongo che questo tipo di atteggiamento fatalista sia forse quello che deve aver mosso un giovane economista dell’Università di Warwick, Peter Backus, a convertire l’equazione di Drake, l’astronomo che nel 1961 tentò di stimare il numero di civilità extraterrestri evolute nella nostra galassia con le quali avremmo potuto entrare in contatto, in una formula per trovare il partner ideale.
Così come quando consultiamo un oroscopo in cerca di segni e segnali, il ragazzo ha cercato nelle incognite astrali il motivo del suo celibato. La formula, abbastanza complicata (almeno per me) tiene conto di una serie di variabili quali la popolazione del paese in cui si vive, la percentuale di uomini o donne (nel caso in cui la formula sia volta alla ricerca di un uomo o di una donna) sulla popolazione generale, la percentuale di uomini/donne che vivono nella propria città (se non si vuole una relazione a distanza), la percentuale di uomini/donne che vivono nella propria città e hanno l’età desiderata e un altro paio di parametri (tipo il livello di istruzione desiderata o l’aspetto gradevole, se vi interessa).
L’originale formula di Drake fece stimare allo scienziato l’eventuale esistenza di diecimila forme extraterrestri con le quali entrare in contatto. I calcoli fatti dagli astronomi ci dicono che nel Cosmo ci sono tra 200 miliardi e 400 miliardi di stelle e che in questo modo incappare in un alieno è fantascienza pura. E tuttavia, la conversione della formula ha portato fortuna a Peter che, nel giro di qualche mese, ha trovato la fidanzata che cercava.
Ci ho riflettuto parecchio su questa cosa e ho tratto, come al solito, la più semplice delle conclusioni possibili: Peter deve avere incontrato un alieno. Così si spiegherebbe anche la crescente difficoltà dei single a trovare un soggetto umano e di incappare in relazioni fallimentari a piè sospinto: forse nell’emisfero occidentale è iniziata l’invasione degli ultracorpi. Meglio emigrare e trovare casa a Pechino.
*Grazie a Tommaso Pincio per il titolo che gli ho rubato.
giovedì 14 gennaio 2010
Una questione di sguardi
Posted by Chiara under comunicazione, fumetti, uomini e donne | Tag: Jerry Scott, Jim Borgman, Zits |[3] Comments
giovedì 7 gennaio 2010
Fantasie sessuali
Posted by Simona under donne, misteri, salute, scoperte scientifiche, sesso | Tag: andrea burri, graefenberg, king's college, punto g |[3] Comments
E’ di pochi giorni fa la notizia che il Punto G, il fascio di nervi ipoteticamente situato da qualche parte nell’apparato genitale femminile che, opportunamente sollecitato, provocherebbe lo zenith del piacere, non esiste.
L’appassionato argomento di discussione e di ricerca, il mito per generazioni di donne (Il Punto Graefenberg o Punto G prende il nome dal ginecologo tedesco Ernst Graefenberg che più di 50 anni fa lo ha descritto e che dovrebbe trovarsi sulla parete frontale della vagina a 2-5 centimetri d’altezza) è stato sfatato da una recente ricerca di Andrea Virginia Burri e altri ricercatori del King’s College di Londra. La ricerca è lo studio più vasto condotto finora sul punto G (leggi qui l’abstract). Esso ha coinvolto 1.800 donne gemelle, ossia 900 coppie di gemelle mono o eterozigoti, e non ha trovato alcuna prova della sua esistenza. Le coppie di donne, geneticamente identiche, hanno dimostrato di divergere proprio sul punto G: alcune gemelle dicevano di averlo, altre no, dimostrando che altro non è se non un fatto mentale.
Ok, il punto G non esiste, così come l’uomo perfetto, ma noi vogliamo continuare a crederci senza preoccuparci se non lo troviamo ma preoccupandoci di continuare a cercarlo.
venerdì 25 dicembre 2009
Sarandon e Robbins: c’eravamo tanto amati
Posted by Chiara under cinema, coppie, cougar, matrimonio | Tag: Hollywood, Susan Sarandon, Tim Robbins |1 Comment
A sorpresa si separa una delle coppie più in gamba di Hollywood. Susan, Tim: questo non dovevate farcelo. Intanto si mormora che lei (63 anni) frequenti un trentunenne appassionato di ping pong. Che i 51 anni di Tim cominciassero a pesarle?!
giovedì 24 dicembre 2009
Pong: l’alleato segreto delle donne
Posted by Chiara under cult, femminismo, videogiochi | Tag: Nolan Bushnell, Pong, videogioco |Leave a Comment
Pong, inventato nel 1972, fu il primo videogioco che creò isteria nelle masse tanto che, si dice, negli Stati Uniti portò addirittura a una momentanea mancanza di monetine. Ora il suo creatore, allora ventenne, sostiene che Pong fu anche uno strumento fondamentale del femminismo perché: “La donna media poteva battere l’uomo medio. E nei bar dove c’era il videogioco si era creato questo sistema per cui era normale che una donna sfidasse un uomo a Pong.” Uhm… magari le femministe di allora non si erano rese conto che invece di sbattersi tanto potevano semplicemente andare a farsi una partita di Pong. Comunque la storia del successo di questo videogioco di culto è divertente e la potete leggere qui.
mercoledì 23 dicembre 2009
Il puttano e la pappona
Posted by Chiara under crisi, sentimenti, sesso, telefilm, tv, uomini e donne | Tag: Ann Heche, HBO, Hung, Jane adams, pappona, puttano, Thomas Jane |[2] Comments
Cosa avrà questo nuovo telefilm, Hung, perché tutti ne parlano? Ok, vediamolo. Divorato. Dieci episodi, andati in onda tra l’estate e l’autunno scorso dulla rete HBO. Una storia che sembra solo una trovata divertente – un allenatore di basket in serie difficoltà economiche decide di far fruttare il suo grosso coso prostituendosi per sbarcare il lunario – ma che fin da subito mostra una complessità di tutto rispetto. C’è l’America che se ne va a puttane (in senso lato), con la crisi che tocca ogni fascia sociale. Ray, il nostro eroe, certo, ma anche il marito dermatologo dell’ex moglie. E insieme alle basi del capitalismo si sgretolano certezze, scenari, relazioni e sentimenti. In questo Hung, slang per “ben accessoriato”, è un telefilm corale, dove tutti i personaggi hanno il loro spazio e compongono un pezzo della situazione, interpretati da attori che abbiamo già visto in Tv e al cinema, facce familiari e perfette per il ruolo. Ci sono anche scene di sesso divertenti e abbastanza esplicite ma non è questo il punto: fare il puttano (o gigolò che dir si voglia) non è così facile. Bisogna reinventarsi, sapersi vendere, avere a che fare con situazioni mica tanto lineari e, soprattutto, bisogna rimediare le clienti. Tanya, la storia di una notte di Ray, una poetessa un po’ sfigata che non ha niente in comune con lui, si propone come la sua pappona. Da qui si sviluppa il rapporto principale della storia. Una specie di alleanza di affari tra due che hanno bisogno di soldi, o bisogno tout court, che è però anche un’amicizia sbilenca e mai banale, tenera alla fine. Ray è un ex vincitore che deve vedersela con il crollo di tutto quello che si è costruito: il lavoro che sta perdendo, la casa che è andata a fuoco (vive in una tenda nel suo giardino), le aspettative dei due figli emo-adolescenti e l’ex moglie che lo ha lasciato. Tanya è una perdente da sempre: troppo incasinata, sensibile e complessata per affrontare il capitalismo sentimentale. Tutto si sfascia e cambia assetto, come sabbie mobili, mentre ognuno di loro cerca di non affogare salvando un minimo di umanità. Arrivando all’ultima puntata (dove Tanya legge Donne che corrono con i lupi e possiamo immaginare una rivalsa nella seconda serie) ti rendi conto che il bello della serie sta nella sua verità: preparatevi tutti a diventare presto puttani o papponi.
domenica 13 dicembre 2009
Il rosa e le sue spine
Posted by Susana under autostima, donne, femminile, internet, pari opportunità | Tag: mercato, PinkStinks, prosciutto, rosa |[3] Comments
Principessa. Modella. Reginetta di bellezza. Velina. Ballerina di fila. Playmate. Fatina. Sirenetta. Pussycat Doll. Bambola. Ragazza copertina. Pin-up. Wife-and-girlfriend. Ragazza immagine. Cubista. Malibu Stacy.
L’idea di un mondo popolato esclusivamente da questo genere di donne, per quanto decorative e piacevoli alla vista e al tatto, ha fatto venire un po’ di nausea ad Abi e Emma, creatrici della campagna PinkStinks: il rosa puzza. Il rosa che domina il mercato dedicato alle bambine, premettendo che le femminucce hanno bisogno di un ambiente ovattato, dolcificato e annaquato da portarsi dietro anche nel mondo adulto. In alternativa, la campagna propone la valorizzazione di altri modelli (non modelle) da seguire: creative, sportive, scienziate e businesswomen di successo.
Se il discorso femminista non vi convince, sappiate che la febbre dell’idiozia rosa può avere cause gravi come la messa in vendita di un prosciutto a forma di cuore.











