Il numero sempre crescente di confezioni di cibi precotti e di monoporzioni o di cibi che le mamme non cucinerebbero mai (tipo i tortellini al cioccolato) ,sugli scaffali dei supermercati, sembrava un buon segno, sintomo del fatto che essere single è ormai un dato di fatto socialmente accettato. Roba come Sex and the City poi , sembrava ormai aver sdoganato l’immagine di una donna che non scende a compromessi in amore, pioniera e paladina dell’autonomia basata solo sul proprio potere economico. E invece. E invece, come ama dire un mio caro amico, “i single sopra i trenta e gli omosessuali hanno qualcosa di naturale che li unisce: sono abituati a deludere i proprio genitori e a vedersi trattare come fenomeni bizzarri dal resto della società”. Come se non bastasse, basato strettamente su dati statistici forniti dall’U.S. Census Bureau, arriva il simpaticissimo calcolatore di probabilità di sposarsi passata la trentina (clicca qui). Uno zitellometro insomma. Il test, come si legge sulla pagina del sito, si basa sull’osservazione, tra le altre, che un buon livello di istruzione e una buona condizione socio-economica aumentino le possibilità di sposarsi dopo i trenta. Sarà, ma a me un buon livello di “istruzione” (e anche una attenta osservazione del mondo circostante) ha “insegnato” che dopo i trenta si “impara” una cosa fondamentale: evitare passi sconsiderati come il matrimonio. E poi diciamola tutta, siamo donne complete anche senza un uomo, non ultimo perché… E’ l’unico modo per trovarne uno. Ehe.

A vederlo così Agora sembra un film “tranquillo”, una pellicola hollywoodiana da 5 milioni di euro e 27 di incassi solo in Spagna. Ma il nuovo lavoro di Alejandro Amenabar (Il Mare Dentro, The Others) racconta la storia della filosofa, matematica e astronoma Ipazia D’alessandria, mente brillante e donna libera che fu uccisa ferocemente (smembrata e poi bruciata) da un gruppo di monaci cristiani quasi sicuramente guidati dal vescovo Cirillo nel 415.

A qualcuno deve ancora dare fastidio Ipazia, il simbolo laico che è diventato e il messaggio contro ogni fondamentalismo di Amenabar perché il film, bizzarramente, non trova distribuzione in Italia. Ne parla un articolo su La Stampa e si muove Facebook. Ipazia è ispirazione per ogni donna non a disposizione ed è cara alle Razor che questo film vorrebbero vederlo. Anche se è brutto o Rachel Weisz non è capace. La petizione online per richiedere la distribuzione in Italia, è qui.

10943_1244972480883_1126512175_809430_3607517_nNon poteva mancare un vestito alla moda della bambola Blythe anche per il 31 di ottobre. Chi ancora pensa che sia una festa esclusivamente commerciale si ricreda: tutto sommato ha ancora un senso celebrare Halloween!

In questo sabato pomeriggio apriamo al dibattito politico.

Sul blog Hottest Heads of State si trova la lista dei capi di Stato più hot della Terra, senza distinzioni tra uomini e donne.

Per questa Razor, il preferito è Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, re dello stato buddista del Bhutan. Un tipo che una immagina di veder volare al rallentatore, stringendo una spada, tra fiocchi di neve e petali di ciliegio.

C’è da dire che dopo i primi 10 la lista inizia a decadere, includendo personaggi per nulla attraenti come il pazzoide Gurbanguly Berdimuhamedov del Turkmenistan, il viscido Vladimir Putin e, beh, altri.

(Da non perdere gli ultimi 5.)

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Nuovo dottore in Grey's Anatomy? No, è il premier norvegese.

* nulla di tutto questo è serio, sappiamo che sulla lista c’è gente orribile in tutti i sensi, è solo per farsi una risata.

La pubblicità, come ogni forma di comunicazione, è interessante quando stimola il cervello – che sia anche con la finalità di vendere, ma almeno lo mette in funzione. Per raggiungere questo scopo, è valido provocare, dissacrare, ironizzare sulle vacche sacre.

La condizione è quella di cui sopra, far lavorare i criceti dentro al cranio. Scomodare Mameli in nome di un blando piattume e di un’immagine femminile all’edulcorante artificale, più che una vergogna nazionale è uno spreco. Soprattutto perché la versione dell’Inno ha meno verve di una sigla di Cristina d’Avena.

Non c’è bisogno di essere chissà quanto impegnati per tirare fuori qualcosa di bello accostando un Inno Nazionale a un prodotto da mettere ai piedi, basta fare come la Nike con Marvin Gaye.

La magliettina Io sono un creativo. Tu no piace e non piace ma sicuramente solleva interesse e anche qualche polemica.

A questo blog, al quale piacciono le cose semplici e dirette, in nome del suo nume tutelare e principio ispiratore, piace pensare che il numero di persone che la indossa dimostri che c’è un esercito di gente che si sente Creativa.

Chi non si sente creativo non ne faccia un dramma. Chi si sente punzecchiato dalla provocatoria maglietta forse vorrebbe esserlo. Chi non ne fa un dramma potrà sempre creare gruppi esclusivit_shirt_banner di categorie professionali o sociali e diffondere la propria magliettina: Io sono un macellaio e tu no. Io sono un ladro e tu no. Io sono un disoccupato e tu no.

pretty womanSi, parliamo di favole oggi. Favole moderne. Come questa.

Quando Edward Lewis conosce Vivian Ward sul Sunset Boulevard lei è una prostituta con parecchi grattacapi, lui un affarista cinico un po’ imbolsito ma pur sempre fascinoso. Lui la carica sulla fuoriserie e la porta in albergo dove trascorrono qualche giorno felice e appassionato.
Le gambe di lei, chilometriche, cingono il suo torace nella Jacuzzi: s’innamorano. Lei parla tantissimo, lui pochissimo. Lei scopre che lui ha un sacco di problemi (col ricordo del padre , con le donne, con l’avvocato). Lui vede in lei uno sfavillio di bontà sotto la dura scorza da donna “di mondo”.
Lui la porta a cene e pranzi di lavoro, la presenta al nemico, affitta gioielli e compra vestiti, la porta all’Opera e lei si commuove.
D’un tratto, il dramma: lui è cambiato, l’amore l’ha cambiato. Gli amici se ne accorgono, è meno cinico, ma confessa: “Non vi preoccupate, è solo una prostituta”. Ed ecco, come in ogni favola l’Orco: l’avvocato di lui si sente legittimato e ci prova! Ma lui, cavaliere senza macchia, gli rompe due denti e ristabilisce l’onore della prostituta e tuttavia… Ancora non è convinto: lei “vuole la favola”. Troppo dramma. Lui deve partire.

Lei è seduta nel giardino dell’albergo con la sua amica di sempre. L’amica le dice: “lui ti ama”. Lei le risponde: “Ma stiamo scherzando? Sono pur sempre una prostituta. Dimmi solo il nome di una che ce l’ha fatta nelle mie condizioni”. “Quella gran culo di cenerentola“, risponde l’amica.
E così, proprio come per quella granculo di Cenerentola anche per Vivian, la prostituta, finisce che lui, sul tettuccio della limousine bianca, con l’ombrello in mano e le rose tra i denti, sale sulle scale antincendio e lei si affaccia alla finestrella…
E vissero felici e contenti.
The end.

E finisce che, come per tutte le favole, si interrompe sul “più bello” lasciando immaginare che Edward e Vivian rimangano per tutta la vita immersi in Jacuzzi di champagne a giocare col rubinetto e pianificare minifughe romantiche in jet privati.

Ma non abbiamo forse il diritto di sapere che fine fanno Vivian ed Edward? Perché a nessuno passa per la testa l’idea che Vivian possa smettere di depilarsi tutti i giorni ed iniziare a stancarsi di aspettare che Edward torni dal lavoro per cenare con lei? È possibile che abbiano avuto dei figli ed Edward, sempre più stressato dal lavoro impegnativo, si sia stancato della sua famiglia, sia stato colto da ictus e sia rimasto paralizzato?

O forse al di là delle illusioni e delle disillusioni della vita, del cinismo che fa vibrare di terrore ogni singolo atomo del nostro essere, non dovremmo forse abbandonarci al sogno e viverla questa vita senza darsi un gran da fare ad immaginare come sarà il finale del film e ricordare che, a volte, le emozioni stanno tutte nella regia?

Domanda.

Per genitori amanti delle atmosfere cupe e sepolcrali segnaliamo la nuova linea di passeggini Black Label della Chicco.

Del resto, si sa, il mondo dei bambini è un mondo ambiguo e a volte inquietante… Dai pagliacci di McDonald’s al Danny di Shining, passando per tutte le favole dal finale dark in cui orchi e streghe e lupi la fanno da padrone per approdare alle immagini surreali di Tim Burton ed al genio di Lewis Carroll. Che esista un lato dark della vita è bene saperlo fin da piccoli. Ci si abituerà così prima possibile a distinguere tra il bene e il male e si apprezzerà meglio l’energia e la passione del colore se si sa come distinguerle dal resto.

E poi diciamocelo, bisogna pur coalizzarci e lottare contro l’imperialismo a tinte confetto dell’onnipresente Hello Kitty, un inquietante gatto senza bocca di 33 anni.Chiccoblacklabel

“Fortunatamente” alcuni “spiacevoli” vicende personali del nostro premier e della nostra vita politica hanno portato all’attenzione un tema di cui spesso si dimentica la cruciale importanza e su cui spesso si sorvola: la strumentalizzazione dell’immagine e del corpo delle donne.

Che siano sempre esistite le escort, gli intrecci tra sesso e politica e che il “sesso venda” (come amano affermare i pubblicitari americani) non è una novità. La novità, nel nostro paese, è che il sesso è diventato il mezzo e il fine per l’autoaffermazione delle donne e che ormai il modello imperante e socialmente accettato di “femminile” sia quello veicolato da un certo tipo di televisione e consacrato dall’“approvazione” e dall’indulgenza dell’opinione pubblica.

Del potere dell’immagine veicolato dalle televisioni si è occupato di recente il documentario Videocracy di Erik Gandini il cui titolo rimanda appunto all’idea del Potere della Televisione (commerciale), la Videocrazia, nel dettare modelli di comportamento basati sull’urgenza dell’apparire. Come non citare le due rivelatrici paroline pronunciate da Lele Mora, “basta apparire”, e significativamente posizionate a chiusura del documentario?

Della degradazione dell’immagine e del corpo delle donne, così come veicolato dalle televisioni, si occupa invece un documentario di Lorella Zanardo, “Il corpo delle donne”, in cui la rassegna di tette e culi e inquadrature “ginecologiche” tratte dalle più diverse trasmissioni televisive colpisce e nausea la sensibilità di chi non accetta di vedere paragonati i glutei delle donne a due prosciutti stagionati, per citare una delle immagini più forti ed emblematiche del documentario.

Il blog “Il corpo delle donne” si trova a questo indirizzo e sulle sue pagine si può anche cliccare e guardare il documentario.

Credo che non ci sia altro da aggiungere, se DonnaTimbrataComeUnProsciuttonon un piccolo pensiero su come lo scardinamento di questo stato di cose sia in mano alle sole donne. Siamo noi a non dovere aderire a queste logiche, siamo noi a doverci rifiutare di essere degradate al rango di prosciutto.

Dall’8 settembre è in libreria un simpatico manualetto dal titolo Trattali Male (Piemme). L’autore è l’inglese (ma greco di origine) Gerry Stergiopolous. Gerry è un ex inquilino della Casa del Grande Fratello versione Brit ed è gay, il che spiega anche il funzionale titolo originale del libro (Trattali male e mantienili arrapati).
Sinteticamente il messaggio del libro è che ogni donna dovrebbe avere un amico gay, banalmente l’unico che ha il coraggio di dirti che quel vestito ti sta proprio da schifo ma anche l’unico ad essere uomo, spia oltre cortina, “che raccoglie informazioni e poi le dispensa alle donne”, come egli stesso afferma dalle pagine di Vanity Fair (n. 37, 16/09/09).
Lo slogan di Gerry è “Se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, dietro ogni grande donna c’è un amico gay”.
E questo mi ha fatto molto riflettere. Perché per quanto un amico gay sia utile, e io lo so molto bene, credo anche che esista una spiegazione molto più semplice: dietro una grande donna ci sia una grande esperienza maturata da altrettanto grandi fallimenti (sentimentali).
E così ho fatto un po’ di mente locale e ho tirato fuori una prima tipologia ragionata di cialtroni sentimentali…
Ogni altro suggerimento è ben accetto. Per ora i tipi sono tre:

L’“alternativo”: ha i capelli gialli, è alto e dinoccolato e indossa rigorosamente magliette al contrario e jeans oversize che sembrano usciti dall’officina di un meccanico. Per conquistarlo hai dovuto bere direttamente da una bottiglia di Jack Daniel’s che passa di mano in mano, peggio di bocca in bocca, durante la Festa della Semina e del Raccolto. Il suo anticonformismo ostentato e il disinteresse che dimostra verso qualunque attività produttiva, inclusa la spesa al supermercato, è direttamente proporzionale al conto in banca dei genitori. L’unica cosa positiva dell’alternativo è che, coerentemente alla sua lotta perenne-adolescenziale contro le convenzioni della società civile, non fa una piega se non ci siamo depilate le gambe…

La “prima donna”: la prima volta che ci parlate non vi fa aprire bocca e qualcosa vi dice che non avrete mai l’ultima parola (e manco la prima). Fidatevi del vostro istinto! Nonostante egli sappia irretirvi con il suo savoir faire e le sue capacità da vero mattatore. In mezzo ai suoi amici è brillante e istrionico ma probabilmente dotato di scarsissima autoironia e pronto ad andare in crisi al primo raffreddore del suo personal trainer. Un classico del cocainomane, di quelli che portano il colletto della polo alzato, di quelli che vi dicono “Sei fantastica”. Uhm…

L’“impenetrabile”: occhi languidi, meglio se verdi, e naso aquilino, gran parte del suo fascino dipende dall’essere immerso perennemente nei suoi pensieri, cosa che stuzzica il Sondaggista che alberga in ciascuna di noi. L’impenetrabile è affascinante come un vuoto d’aria ed è molto probabile che sia l’unico caso in cui alla domanda “a che stai pensando” la risposta “a niente” corrisponda a verità, soprattutto se la domanda è ripetuta nel silenzio dell’abitacolo di un’auto, in mezzo ai cespugli, dietro alle dune dei Cancelli di Ostia, per la cinquantesima volta. L’impenetrabile è tipicamente un programmatore, un geometra o un surfista in acido…

Cosa direbbe l’amico gay?

Mia Regina, in genere diffidare dagli uomini che non fanno una piega se non ti sei depilata le gambe! Lo sai che stanno puntando direttamente e spasmodicamente ad altro e che non dormiranno mai con le gambe intrecciate alle tue!
Tesoro! Quello ti scaricherà appena troverà qualcuna che si intona meglio ai suoi mocassini!!!
Ma almeno… Tra un silenzio e l’altro, ci ha dato dentrooooo?

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