“Governerò per tutti ma soprattutto per coloro che non hanno tutto e per far diventare realtà le aspirazioni delle donne.” Cosi Zapatero all’indomani della sua vittoria alle elezioni in Spagna che lo riconfermano per quattro anni. Per noi donne italiane altri quattro anni per confrontarci con un modello di governo così geograficamente vicino e così politicamente lontano. Non voglio idealizzare Zapatero ma le differenze sono evidenti. Zapatero difende la laicità dello stato e non accetta le ingerenze dei vescovi. Convivenza, matrimonio gay, fecondazione assistita, legge di uguaglianza tra donne e uomini, divorzio veloce, controllo sulle taglie delle modelle. Queste sono alcune delle leggi e delle battaglie più vicine a noi portate avanti finora. Mentre tutte in Italia ci troviamo a difendere nuovamente la 194 dagli attacchi di un demagogo sovrappeso che pensa agli affari suoi, mentre le donne che lavorano e hanno bambini non hanno nessun sostegno né nella flessibilità degli orari di lavoro, né nella facilità di trovare assistenza, asili nido, ecc., mentre le coppie non sposate vivono ancora nel “peccato”, mentre chi vuole avere un figlio spesso va all’estero, mentre una donna che subisce uno stupro diventa colpevole, mentre un’altra viene picchiata, mentre una marca di abbigliamento con misure XS si fa pubblicità con la foto di un’anoressica, mentre stiamo per rieleggere un governo maschilista pensiamo, convinciamoci!, che non esiste solo l’Italia e la sua storia come modello. Pensiamo che con un pizzico di laicità e di coraggio si può fare molto di più, proprio come stanno facendo i vicini spagnoli. Facciamo pressione perché ciò accada. Forse farebbe bene anche rinfrescarsi le idee ricordando le battaglie femministe che sono state combattute negli anni ’70. E’ nelle sale un documentario interessante: Vogliamo anche le Rose di Alina Marazzi. C’eravamo, ci dobbiamo essere ancora!
Pensare che la Spagna, che un tempo si definiva ‘cattolicissima’, potesse cambiare così, mi fa sperare in positivo.
Poi guardo i nostri Zapatero e mi viene da piangere.