Tenete questa roba lontana da noi.

Roma, sabato sera. Due ore spese per prepararsi. Aperitivo dalle 8 alle 10, birra in piazza dalle 10 alle 11, serata electro-techno-e anche un pò gay, dalle 11 alle 3. C’è chi saggiamente indossa le sneakers (uomini) e chi altrettanto saggiamente decide di addormentarsi sul sedile posteriore di un taxi che non è neanche l’una. Chi imperterrito continua a stare IN PIEDI ritorna alla macchina mesto come se stesse camminando per esperimento su alcune centinaia di confezioni di uova… E senza doverle rompere. Proseguiamo silenziosamente per un 50 metri quando alla fine, guardandoci in faccia, ci scopriamo complici della più grande cazzata mai pronunciata dalla saggia bocca del buon senso comune: chi bella vuol parire un pò deve soffrire. I piedi ci sanguinano. Le stronzissime ballerine di plastica!

(Putroppo, la cosa bella del senso comune è che ha sempre ragione… Ceretta, scarpe troppo strette o troppo alte, o troppo di plastica, lenti a contatto+mascara+kajal, massaggi shiatsu, liposuzioni, creme che pizzicano per rassodare, lisciare, volumizzare, litri e litri d’acqua che scappa sempre un pò la pipì, pesi, palestra e diete mortificanti. Chi di noi non soffre almeno un pò tutti i giorni per compiacere e compiacersi?)

Quindi, quando ho aperto il mio archivio di foto pescate per la rete stamattina e ho ritrovato queste fantastiche scarpe con il tacco al contrario ( Collezione P/E 2008 ) ho pensato che il buon senso comune s’era preso una bella vacanza dalla fantasia di Marc Jacobs. Soffrire sì, ma almeno per qualcosa che nn ci faccia sembrare un fenomeno da baraccone, una vera sfida alle leggi della fisica… Insomma, soffrire sì ma non per un paio di scarpe brutte. Questa è la regola.

Marc! Ritorna a fornirci delle tue dolorosissime ma divine ballerine!