
Una domanda cruciale per molte donne è: come si fa a capire a che punto è una relazione?
Be’, cosa c’è da capire?
Lui vi si è avvicinato, vi ha chiesto “Vuoi metterti con me?”, vi siete dati un bacio sulle labbra ed è fatta, state insieme. Funziona esattamente così, se siete in quinta elementare. Da grandi tocca capire quante volte siete usciti, cosa è o non è successo durante le uscite, se vi ha o no portate a Catanzaro a conoscere la nonna (in questo caso vale la desueta espressione “fidanzarsi a casa”).
La prova definitiva d’amore e impegno, nei secoli, è passata dall’offerta della testa mozzata di un nemico a quella di un bacioperugina fino ad approdare al web-romanticismo: avete entrambi scritto che il vostro status è “In a relationship”. Ma anche lì dipende dalla persona.
Per cominciare si può ricorrere a un criterio semplice e comodo: la risposta è nel vostro guardaroba. Sì perché, nella vita come nelle serie tv, si può dire che una storia ha preso piede quando sopravvive a un cambio di stagione. Se quando lo avete conosciuto eravate avvolte nel cashmere (dell’Oviesse) e ora lo seducete a spalle scoperte, pollice in su. La season 2 della vostra commedia romantica è già partita. Speriamo che non la cancellino prima dell’autunno.
Giovedì 5 Giugno 2008 at 7:49 pm
… pare che farsi portare dalla nonna succeda anche a milano… mi dicono.
secondo me le storie prendono veramente piede quando:
1. fate la pipì senza chiudere la porta del bagno;
2. per le donne: non ci si depila più cosìììì spesso;
3. ci si può permettere di tagliarsi le unghie dei piedi;
4. si emettono rumori molesti;
5. si lavano le mutande sporche del propri compagno;
… potrei continuare all’infinito per quanto riguarda il capitolo: siamo intimi.
Venerdì 6 Giugno 2008 at 7:37 am
un amico interrogato sulla vita in comune se ne uscì con una frase che sembra settoriale ma forse può suggerirci una visione d’insieme: “le scorregge non portano a niente di buono”. Il dibattito è aperto.
Venerdì 6 Giugno 2008 at 8:53 am
è la difficoltà a lasciarsi andare che nn porta a niente di buono secondo me … unita ad una certa idea che la vita debba somigliare al nostro telefilm preferito. avvolti dal mistero? tenere viva la fiammella? quando ti sei fatto/fatta vedere con il moccolo al naso, con la febbre a quaranta, devastato e con il pigiama puzzolente… beh. certe immagini nn si dimenticano facilmente. cosa c’è di bello? nulla. è solo REALE.
Venerdì 6 Giugno 2008 at 9:55 am
Per me vale il superamento della prova finale: resisterà al mio fianco anche dopo avermi visto raffreddata, col brufolo sul mento e in tuta? Se sì, allora stiamo insieme e in fondo me n’ero accorta. Tutto sommato non c’è bisogno di parlarsi troppo, contano i fatti.
Venerdì 6 Giugno 2008 at 6:51 pm
all’inizio “ci frequentavamo”:
facevamo molto sesso, quindi dormivo 2 ore a notte;
cenavamo sempre fuori, quindi la sera ettolitri di vino e chili di cibo ma a pranzo acqua e forconate di rucola;
passavamo interi week end a guardare film demenziali, quindi fumavo un sacco di sigarette corrette.
dopo 2 mesi di questa vita, mentre vomitavo nel suo bagno (e anche un po’ nel corridoio, diciamocelo), realizzai che stavamo insieme.
Venerdì 6 Giugno 2008 at 10:40 pm
il post si riferisce più che altro alle relazioni in fase pre-pigiama e raffreddore… quando ancora ti chiedi “che stamo a ffa´?” (e piuttosto che farti vedere col moccolo inventi di essere stata rapita dagli alieni).
Venerdì 6 Giugno 2008 at 11:24 pm
Pur sbellicandomi dalle risate mi urge ritornare alla solida realtà ricordandovi che il “che stamo a ffà” sembra essere un problema tipicamente femminile. Fin dai primissimi baci le ragazze si chiedono: ma io e lui stiamo insieme? E se gliela dò, staremo ancora più insieme? C’è un affanno nel tentativo di inquadrare o regolarizzare la situazione, di trovare una stabilità e delle certezze. Il maschio, al contrario, ignora bellamente il “che stamo affà” preferendo di gran lunga “basta che famo”. Atteggiamento apparentemente molto appoggiato dalla psicologia contemporanea.
Lunedì 9 Giugno 2008 at 10:41 am
Chiara, in poche righe alcune sentenze definitive: hai capito tutto.
Lunedì 9 Giugno 2008 at 9:15 pm
oh, a questo punto vorrei condividere con voi una mia storia. che dimostra anche quanto sia vera la funzione di portineria di myspace e quant’altro. allora un tipo mi molla perchè “non si sente pronto ad impegnarsi in una relazione”, dopo tre settimane in cui s’era piantato a casa mia e aveva pure cucinato e servito la cena per una banda di dieci amici miei che non conosceva (che per me equivaleva al “ti presento la nonna a catanzaro”) e manco un mese dopo comincia a frequentare una ragazza con cui sostiene di fare “solo sesso”. finché un giorno, sotto i miei occhi allibiti e inorriditi, hanno cambiato contemporaneamente lo staus di myspace da single a in a relationship. è stato un anno fa e da allora è stato amore e stanno ancora insieme: ogni tanto controllo e myspace me lo conferma.
Mercoledì 9 Luglio 2008 at 1:07 pm
eh signora kassandra, lo fanno, lo fanno… se inizia a dire “non c’è nessun legame”… “non c’è esclusività”… è sicuro che se la sposa.