
Saldi
“Il buio nelle nostre teste ha questa forma qui”
Prismodel, dopo 4 ore e mezza di centro commerciale.
Il Centro è sconfinato, bianco, luccicante, brulicante, aperto da una settimana. Oro, incenso e gelati spiaccicati sul marmo. Al secondo giorno di Saldi, salire la prima rampa di scale mobili in direzione delle orde consumatrici provoca un misto di terrore e gioia.
Bisogna stringere i denti e rasoiare con decisione, o nessuno uscirà vivo di qui. A stomaco vuoto l’impresa è persa in partenza ma, come nella giungla, alle due e mezza del secondo giorno di saldi conviene dimenticare i gusti personali e mangiare quello che ci si riesce a procacciare. L’ultimo pezzo di pizza, un tramezzino sopravvissuto, una ciotola di insalata snobbata dal popolo dei fast food.
Rifocillate, si parte col coltello tra i denti. La gente non ha soldi, le vendite calano ma si sono comunque dati tutti appuntamento qui, fregandosene alla grande del pranzo domenicale in famiglia. Si superano senza battere ciglio:
- i bambini, prima urlanti poi addormentati dentro ai carrelli della spesa (ne ho visti 3!)
- le ragazzine rovinate da Laguna Beach, incapaci di provarsi una maglietta senza posare di 3/4 con le labbra socchiuse
- i mariti e fidanzati che sperano in una morte rapida
Dopo almeno 20 gironi dell’inferno, ops, negozi, il numero di buste che stringiamo in mano è sufficiente e le energie scemano. Potremmo prednere un redbull e vodka e ricominciare ma non ce regge la pompa manco per aprire la lattina. Purtroppo non esiste una guerra senza caduti ed è inevitabile rientrare a casa con:
- almeno un acquisto della cateogria spiegami-perché-ho-preso-’sta-cazzata
- piedi in condizioni pietose
- stato di confusione mentale medio-grave
- l’eterna sensazione di non aver comprato l’unica cosa che ti serviva davvero, quindi…
- …la certezza che tornerai
Lunedì 7 Luglio 2008 at 1:52 pm
L’ebbrezza dell’ingresso al corso dove a piè leggero sfilerai davanti a mille negozi carichi di promesse da mantenere a me fa un effetto quasi paragonabile al trovarsi di fronte al bancone del “Bar a le folies Bergere” dove la graziosa barista attende i tuoi ordini e tu non hai che l’imbarazzo della scelta!
Dura 5 minuti, ho imparato a focalizzare gli obiettivi anche se la cazzata finita- oddio giuro che mi serviva -in borsa è immancabile!
E se gli acquisti sono stati ottimi i postumi non contano.
Martedì 8 Luglio 2008 at 5:01 pm
bellissimo il paragone con la graziosa barista… champagne!
Lunedì 14 Luglio 2008 at 3:02 pm
descrizione impeccabile…devo pensare che lei è una veterana? (come tutte del resto!)