Uomini e pensili


Ai tempi di mia nonna i mobili non si compravano uno alla volta. Ci si arredava la casa una volta per tutte da cima a fondo, scegliendo i mobili da un artigiano scrupoloso che li confezionava su misura. Tutto questo, dopo aver contratto regolare matrimonio con il giovane che aveva avuto l’ardire di chiedere la tua mano molto prima di chiederti di uscire con lui.

Ai tempi di mia mamma si andava per stanze: cucina e salone innanzitutto, il resto dopo un po’, tutto acquistato in negozi omonimi dei loro proprietari. La giovane coppia raggiungeva ripetutamente la periferia in cui questi negozi sorgevano e un po’ per volta si costruiva il nido, come un po’ per volta decideva di convolare a giuste nozze. Arrivati al mobile bar, se ne utilizzava il contenuto per non pensare alle parcelle dei reciproci divorzisti.

Io e le mie coetanee viviamo in appartamenti condivisi e già arredati, in cui ci accontentiamo di sistemare una libreria colorata acquistata in uno scatolone giallo-blu e che monteremo da sole, seguendo il rigido ordine delle istruzioni come fosse il salmo di lode alla nostra indipendenza. E tra una libreria e un comodino attraversiamo le diverse fasi di avvicinamento alla relazione che sogniamo:

  1. stavamo tanto bene insieme, ma poi è finita;
  2. sono stata bene con te, a proposito come ti chiami?
  3. chiaro, ora che lo cerco io lui sparisce…
  4. per favore non dire in giro che uscivo con lui;
  5. sfizi da togliermi me ne restano pochi, mi concentro sul lavoro/i miei nipotini/il cane/i criceti con le unghie da smaltare;
  6. è tutto perfetto e io ti adoro, ma ci siamo conosciuti nel momento emotivamente sbagliato.

Se state pensando di poter saltare uno di questi step, o di invertirne l’ordine vi prego di richiamare alla mente l’ultima volta che il vostro ultimo fidanzato ha virilmente buttato le istruzioni del pensile Skortsgodurd, che da allora giace sul balcone senza alcuna possibilità di salvezza.

PS: prima che lo chiediate, se sapessi cosa avviene dopo lo step 6 non avrei scritto questo post.

E per quando hai veramente gettato la spugna...

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