Esce oggi nelle sale “Tomboy”, il film della regista francese Céline Sciamma, classe 1978, che si è aggiudicato il Teddy Award all’Ultimo Festival di Berlino e i premi del pubblico e della giuria al 26° Torino GLBT Festival. Un racconto diverso dell’infanzia e della prima adolescenza, attraverso il tema dell’identità sessuale e del genere. Laure, 10 anni, cambia quartiere e con i nuovi amici si finge maschio in un crescendo venato di suspence e di magia fino all’epilogo e allo scontro con la realtà. La marcia in più di Tomboy (maschiaccio in inglese) è quella di farci osservare il mondo attraverso gli occhi della protagonista, della sorellina e dei loro amici. Un mondo in cui tutto può essere, in cui l’identità sessuale non è decisa ma è una potenzialità, un gioco tra le pieghe della realtà. Con parti uguali di sensibilità e di leggerezza ci riporta al momento della nostra infanzia quando abbiamo sentito esattamente la stessa cosa. Come abbiamo potuto dimenticarlo? E poi: dove finiscono le convenzioni e iniziano i desideri? Il mondo e le regole dei grandi rimangono fuori mentre Laure gioca a calcio maschio tra i maschi o corrisponde Lisa che si innamora di lui/lei perché ha qualcosa di diverso dagli altri bambini. “L’infanzia è spesso dipinta come un’età dell’innocenza”, afferma la regista, “ma io credo che sia una stagione della vita piena di sensualità e emozioni ambigue.” Che più candide e condivisibili non potrebbero essere, aggiungiamo noi. Tomboy, girato in 20 giorni, brilla anche grazie ai protagonisti e alla chimica tra di loro (volutamente cercata dalla Sciamma tanto che per interpretare gli amici di Laure si sono scelti gli amici veri della giovane e perfetta attrice). Trovare un buon film ultimamente è davvero un’impresa ardua, questo fate in modo di non perderlo.
Veramente incantevole